Curiosità sulle api
QUANTO VIVE UN’APE?
Le api operaie possono vivere da pochi giorni fino ad alcuni mesi, questo dipende dal periodo dell’anno.
In primavera durante le fioriture (maggio-giugno) l’ape operaia vive solo da 30 a 50 giorni perché il lavoro intenso di raccolta di nettare e polline crea una sorta di stress da lavoro.
In inverno invece, quando il lavoro è principalmente da svolgere all’interno dell’alveare le api vivono anche 4-6 mesi. In generale se l’apicoltore riesce a tenere sane e ben alimentate le proprie api la vita può essere un po’ più lunga.

PERCHE’ L’APE PUNGE?
Quando l’ape punge, muore, perché una parte del suo addome si stacca assieme al pungiglione, in quanto quest’ultimo ha degli uncini che gli impediscono di uscire.
Le api comunque non pungono per attaccare, ma solamente quando si sentono in pericolo o per difendere la loro colonia di api, sacrificandosi per il bene collettivo.

LA COMUNICAZIONE
La modalità di comunicazione delle api sono a tutt’oggi sotto studio. Hanno una comunicazione mediante i feromoni (sostanze chimiche) e una comunicazione fisica chiamata “danza” che attuano per comunicare un messaggio alle compagne.
Anche se lontane chilometri, le api sanno sempre orientarsi prendendo come riferimento il sole, l’arnia e il luogo dove recarsi individuando una direzione (angolo) e una distanza da percorrere.
Una volta tornate all’alveare posano il nettare raccolto alle compagne in modo che possano sentirne il sapore e l’odore e attraverso una danza comunicano loro dove trovare i fiori con quel nettare.
Un’ape da sola non potrebbe vivere perché non sarebbe capace di nutrirsi, riprodursi, scardarsi a sufficienza. Tante api assieme formano una colonia. Solo in questo modo possono tenersi calde e sopravvivere. La regina depone le uova(riproduzione), le api bottinatrici (api vecchie) vanno sui fiori a procurare nettare e polline, quelle giovani pensano alla covata e a tenere pulito l’alveare.

COME SAPERE SE IL FIORE E’ GIA’ STATO VISITATO?
Sarebbe del tutto inutile posarsi su un fiore già visitato da un’altra ape. L’ape che visita il fiore lascia un odore che evapora e segnala alle api che si stanno avvicinando che il fiore è già stato visitato e non ha più nettare. Quando questo odore non si sente più il fiore ha già prodotto altro nettare e può essere di nuovo visitato.
Le api, guidate dai profumi e dall’esperienza di tante visite ai fiori, sanno quali sono i fiori che producono più nettare. Questi sono principalmente la robinia, il tiglio, il castagno, il rododendro e alcune piante erbacee di prato.
Le api aiutano il fiore a riprodursi. Il premio per il loro lavoro è il nettare (acqua e zucchero) da cui fanno il miele e il polline (le proteine) che servono per allevare le piccole larve di ape.
APE BOTTINATRICE
L’ape bottinatrice succhia il nettare dei fiori usando la lingua che ha la forma di una proboscide. Il nettare finisce nella sacca melaria, che si trova subito dopo la bocca. L’ape bottinatrice non lavora mai per sé stessa, ma per procurare il cibo necessario alla sopravvivenza della colonia intera.

COME SI FA IL MIELE?
Le api bottinatrici portano il nettare all’ingresso dell’arnia dove altre api continuano a trasformarlo per poi metterlo nelle apposite cellette. Con la temperatura alla quale viene mantenuto e con la ventilazione fanno in modo che la parte dell’acqua evapori, facendo diventare uno sciroppo denso, dolce e più conservabile. Quando l’acqua è sufficientemente bassa le api sigillano la celletta di cera con un piccolo tappo per non far assorbire ulteriore umidità e sporco. Ora l’apicoltore lo può prelevare.

